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Venerdì, 23 Ottobre 2020

Il 2016 aveva già segnato un record di oltre 1.100 ore e 350 prestazioni, Il 2017 risponde con un movimento di ben 1620 ore e 664 prestazioni.
Ma cosa ha reso possibile ciò?

Le persone sono meno diffidenti, hanno capito o stanno capendo, che una Banca del Tempo:
non è Volontariato;
non è Beneficienza;
non è Obbligatorietà;
non è Vendita;
non è un’agenzia del lavoro, ne concorrenza professionale;
non è una forma di Welfare disegnata sulla crisi.

Inoltre chiunque ha compreso che la condivisione non è altro che una ricchezza prima individuale, e dopo collettiva, ma se non fosse stata prima collettiva, chi avrebbe ricchezze individuali?
Ogni Banca del tempo ha una propria individualità, legata al territorio, alle esigenze dei soci, alla sua cultura. Ma sempre con lo stesso fine.

Nella nostra BDT, sempre di più si sta uniformando un concetto di aiuto reciproco nella quotidianità, che siano passaggi, attività, lezioni, aiuti anche solo per organizzare una festa, o per cedere prodotti agricoli, alla cultura del uso e riuso solidale, (come cita il mercatino del baratto del nostro coordinamento Provinciale), abbigliamento o oggettistica varia inutilizzata che altrimenti andrebbe in discarica.
Bisogna abolire l’idea che la BDT nasce per far fronte alla crisi economica degli ultimi anni. Non è vero, indipendentemente dal periodo dalle crisi, all'interno di una BDT, ogni socio “soggetto individuale” scambia in modo facoltativo e liberamente il proprio talento e le proprie competenze, per chiunque ne abbia bisogno. Ognuno arricchisce attraverso occasioni fornite da altri soci, il proprio tempo, intrattenimento, hobbistica, cultura, eventi e altro ancora. In questo pacchetto, non manca la relazione umana, alla base di ogni rapporto la fiducia, rispetto, amicizia, collaborazione, tutti uguali a tutti, senza distinguo alcuno, dove alleanze e collaborazioni creano e costruiscono un successo sociale senza precedenti. Grazie a tutti e buon 2018